ISTRUZIONI DI POSA

Informazioni
preliminari

In questa sezione del sito vengono analizzate delle modalit? di posa che possono indurre notevoli riduzioni delle caratteristiche tecnico/prestazionali ed estetiche delle coperture in coppi con conseguenze a volte fortemente degradanti per i prodotti in laterizio che le costituiscono.
 
Malgrado alcune di queste siano comunemente utilizzate, esse si pongono in netto contrasto con quanto viene suggerito dalle pubblicazioni tecniche aggiornate, dalla normativa tecnica in vigore e dalla nostra esperienza.

 
 

 
 

LA NORMATIVA UNI 9460 ESPLICITA CHE TEGOLE E COPPI “NON DEVONO ESSERE FISSATI CON MALTA”.

L’uso della malta di fissaggio

La normativa UNI 9460 “Codice di pratica per la progettazione e l’esecuzione di coperture discontinue con tegole di laterizio e cemento”, individua per il fissaggio delle tegole (e quindi anche dei coppi) elementi in metallo quali ganci, fili, chiodi etc..
Essa evidenzia che l’uso della malta ammesso solo per i collegamento dei colmi, per la realizzazione di sottofondi (strati di irrigidimento) e per la formazione di cordoli preconfezionati; ed esplicita nel riportare che “le tegole non devono essere fissate con malta”.

La pratica del fissaggio in malta dei coppi, se da una parte appare un modo rapido e duraturo per realizzare una buona copertura, dall’altra innesca diversi fenomeni pi?meno deleteri per la copertura stessa che hanno indotto i normatori a vietarla.

 

Al fine di ridurre tale fenomeno bisogna far si che l’acqua assorbita dal materiale sia poca e che essa venga allontanata nel minor tempo possibile.

 
 

La posa in malta interviene negativamente in questo aspetto perchè:

 

RENDE DIFFICILE L’ASCIUGATURA DOPO LE PRECIPITAZIONI

La malta assorbe per la sua igroscopicità notevoli quantità d’acqua creando un serbatoio di umidità al di sotto del coppo in laterizio, il quale avrà difficoltà ad asciugarsi perfettamente dopo ogni precipitazione atmosferica;

 

IMPEDISCE UNA CORRETTA MICROVENTILAZIONE

La malta di fissaggio ostruisce, presso la linea di gronda o lungo l’intera falda, l’intercapedine posta al di sotto del coppo di coperta la quale è necessaria per la formazione di una microventilazione di sottotegola.
Questa, prevista dalla suddetta norma, oltre ad asciugare l’intradosso dei coppi, umidi per effetto di eventuali microtraspirazioni, allontana eventuali condense, ne evita la formazione durante l’inverno riducendo il gradiente termico tra intradosso ed estradosso delle tegole.

 
 

TRASMETTE ACQUA AL PIANO DI POSA E ALL’ABITAZIONE

La malta di allettamento/fissaggio può trasmettere, a causa della propria capillarità igroscopicità tracce d’acqua di traspirazione o condensa al piano di posa e di conseguenza, in assenza di guaine, alle aree abitate sottostanti.

 

PUÒ PORTARE A ROTTURE

In presenza di malta di fissaggio si crea con il coppo un vincolo molto rigido che si oppone alle naturali variazioni dimensionali di origine termica, pertanto l’irraggiamento solare determina tensioni interne dannose che possono portare alla rottura dei pezzi.

 
 

 
 

L’uso delle schiume di fissaggio

 

Nel caso vengano usate schiume poliuretaniche o di altra natura per il fissaggio dei pezzi di coperta si deve evitare che questa espandendosi vada ad ostruire l’intercapedine al di sotto dei coppi necessaria alla formazione di una circolazione d’aria come richiesto dalla norma vista in precedenza.